giovedì 7 marzo 2013

restare a guardare

Ma che razza di famiglia.
Ieri mia sorella è venuta a trovare me e i miei fratelli, la sera voleva restare con noi, ma per non far rimanere male il suo fidanzato se n'è andata con lui per accompagnarlo in assicurazione.
Di lì a poco si sono messi a litigare. Improvvisamente mia sorella ha tirato fuori i cumuli di una settimana e a mostrarsi spaventata nei confronti di B, il suo compagno.
E' tornata a casa mia piangendo a dirotto, dicendo che non voleva tornare a casa, era terrorizzata. B, ha cominciato a telefonare ininterrottamente perchè voleva che mia sorella io e il mio ragazzo andassimo li, ho posto un po' di resistenza, gli ho detto che se voleva parlare non doveva fare scenate.
Okay.
Arriviamo li e come non detto, ci chiude dentro casa per non farci andare via, si strappa via i vestiti di dosso, si prende da solo a cazzotti, bestemmia, grida, rivela che ha dato soldi a mio padre per giocare.
Poi urla addosso ad A che è un'handicappata che l'unica cosa che riesce a fare e dire che non ce la fa... ecc.. io non so voi, ma questa la chiamo violenza verbale. Non me ne frega niente se non la prendi a pugni se poi usi certe parole con lei.
Sembrava un pazzo, mi sono agitata tanto da tremare ma ho retto il suo sguardo da pazzo, gli ho detto di farsi vedere da uno bravo.
A mi ha dato il suo mazzo di chiavi, lui voleva prendermelo, ma l'ho tenuto ben saldo tra le mani. B, non mi metterebbe mai le mani addosso, ho questa certezza, ce l'avevo anche quando era a un millimetro dalla mia faccia che gridava, ne ho approfittato per non cedere mai.
Mia sorella è svenuta e ha avuto una crisi di panico.
Quando B ha smesso di picchiarsi e di spaccare la casa e A si è calmata siamo uscite di casa io e lei e ci siamo chiuse nella macchina del mio ragazzo. Lui era ancora su con B, il fratello di B e l'amico di B.
Quest'ultimo poi ci ha raggiunto per vedere come stavamo.
Mi ha detto che io non dovrei mettermi in mezzo.
Ah no? Mia sorella viene a casa mia piangendo, continuando a dire - Ho paura, ho paura aiutami, vieni con me - e io dovrei risponderle - Non sono fatti miei -.
Ho scoperto dopo che non ha fratelli e sorelle.
Il mio ragazzo, R, ci raggiunge, mi dice che B si è calmato, di salire per parlare, saliamo ma B fa di nuovo il pazzo, A ha paura anche del rumore del rubinetto che si apre.
Le chiedo - A che vuoi fare, vieni a casa con noi -.
Mi dice - Che vuole andare a casa - da me.
Poi chiede a B il permesso, lui risponde - No, questa è casa tua e stai qui -.
Mi metto in mezzo - Tu non sei il suo padrone, noi ce ne andiamo -.
Faccio cenni insistenti a R, e poi ce ne andiamo.
Mentre siamo in ascensore sentiamo B scendere le scale frenetico, dopo aver sbattuto la porta, ci raggiunge, ci dice di restare noi a casa loro a dormire, che se ne andava lui. Ho risposto io, A non riusciva a far altro che piangere, non si reggeva in piedi.
- No, io voglio andare a dormire a casa mia -.
Apro il portone e finalmente scappiamo.
B continua a telefonare, fino a che rispondo al telefono, eravamo già a casa. Le dico che non mi importa che dice di essersi calmato, che non ho nessuna intenzione di tornare li a parlare, che anche R ha lavorato e dobbiamo riposarci e che A mi ha detto che vuole riflettere e stare tranquilla.
Insiste - Sono calmo, parliamo noi quattro calmi -.
- No, l'hai detto anche prima, e poi ti sei messo a bestemmiare a spaccare tutto a fare casino, io non le voglio più vedere queste cose - dico.
Mi prega di farlo almeno parlare con A, le vuol solo dire una cosa.
Non posso rifiutarmi se non si rifiuta lei.
E lei sbaglia ancora.
Si convince a vederlo sotto al portone per parlare se in cambio la lascia tranquilla.
Io penso che se proprio non lo vuoi mollare, e questa sarebbe l'unica cosa da fare, almeno fagli capire che gli errori si pagano.
Una notte da solo non l'avrebbe ucciso. Bastava dire - Due volte stasera mi hai detto che stavi calmo e poi hai fatto il matto, adesso ti arrangi, la tua possibilità l'hai avuta e te la sei bruciata -.
Ma lei ha fatto di testa sua.
Dopo oltre un'ora salgono tutti e due, lui è diventato da una belva feroce un cagnolino.
Mi chiede scusa. Sembra un bambino. Promette che non lo rifarà. Non gli ho creduto nemmeno per un secondo ma ho finto di si e mi sono fatta raccontare di mio padre.
Beh mio padre si faceva dare i soldi da B per giocare, lo tartassava di telefonate. B, aveva vergogna a dire di no ed era costretto da mio padre a mentire ad A, - Rovineresti una famiglia gli diceva -.
E poi veniva da noi e ci diceva che B era un giocatore.
Non solo si faceva mantenere, poi lo sparlava pure dietro.
E pensare che proprio ieri pomeriggio io e mio fratellino siamo stati dall'amministratore, che ci ha mandato un'altra lettera dell'avvocato (costo 50 euro ) perchè siamo indietro di 5000euro.
Le abbiamo detto che mio padre non riceve la cassa integrazione, ma che appena l'avrà le porteremo quello che abbiamo, che io non posso andare a battere per pagare, che le chiedevamo solo di non mettere in mezzo continuamente gli avvocati. Mi ha risposto che non siamo parenti, che è la legge ecc. ecc.. sta troia, spero che faccia la fame.
Mio fratello sta lavorando come un mulo per 300 euro al mese e non può togliersi nessun piacere perchè deve mantenere la baracca. Verrà assunto per 900 euro e vuol metterne 500 per l'amministratore. Ma ce ne sono ancora altre di spese, a parte il cibo, le bollette, ci sono anche il mutuo e un'altro finanziamento da chiudere.
La soluzione per me sarebbe vendere la casa, dividerci i soldi noi tre fratelli e andarcene in affitto, anche se io vorrei andare solo con R e mio fratellino. Ma dell'altro mio fratello che ne faccio?
AH che casino.
Io non voglio che nè io nè i miei fratelli paghino i debiti di mio padre e non voglio nemmeno che mio padre crepi e lasci tutti i suoi debiti a noi.
Troppi numeri nella mia vita, troppi squilibrati.
E io non posso che restare a guardare.
Rox

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Io credo che i figli siano di chi li cresca, non di chi li metta al mondo.

Sei stata sfortunata, nel senso che non hai due genitori che meritino questo nome, però, che senso ha continuare a soffrire?!?

Mi spiego meglio... che senso ha continuare mantenere tuo padre per fargli giocare tutti i soldi?
Siete fortissimi, tutti.

Vendete casa e dividetevi i soldi.
Lasciate vostro padre giocarseli tutti e andare a vivere sotto un ponte e tu vai con R. e il tuo fratellino in affitto. Quello che guadagnate tenetelo per voi e spendetelo per voi.
Tuo fratello più grande invece potrà fare quello che vuole con i suoi soldi e permettersi qualche sfizio in più.

Staccatevi da questa famiglia che vi ha fatto soffrire e iniziate a costruirvi la vostra felicità.

Te lo dico per esperienza, perchè mio padre giocava pure e ha rovinato una famiglia e per poco non faceva morire anche mia mamma e ha permesso quando ero piccola che vecchi mi toccassero e abusassero di me.E io ancora lo odio per questo.

Ti stringo.

N

Andrea Iopersempre ha detto...

Concordo con N. In tutto e per tutto. Non posso dire nulla a riguardo per inesperienza. Ma lo staccarsi e lasciarsi tutto alle spalle, uscire dal circolo vizioso potrebbe essere la cosa migliore per tutti.