giovedì 7 giugno 2012

47.5 kg post gastroscopia

Beh dopo il tempo trascorso con il mio ragazzo mezzo chilo in più posso anche accettarlo, visti gli sgarri fatti. E poi sono ancora piena da ieri.
Finalmente l'effetto della gastroscopia è finito.
E' stata l'esperienza peggiore della mia vita, non la auguro a nessuno, ma voglio parlarne ancora e poi dimenticarmela, perchè è stato un trauma, ogni volta che chiudo gli occhi e sn stesa sul fianco mi rivedo tutta la scena e risento tutto ciò che ho provato.
Appena entrata in sala, dopo due ore dall'orario previsto (questa è la sanità italiana), mi accolgono tre dottori e un infermiera, ad R non è permesso di entrare, ero agitata e mi sono sentita molto sola e impaurita.
I dottori se ne sono accorti, uno di loro mi ha spiegato che avrei dovuto respirare regolarmente, che l'anestesia mi avrebbe dato la sensazione di avere la gola molto gonfia, ma che era solo un effetto e che non avrei sentito dolore alla gola,mi sarei sentita un po' ubriaca, ma tutto il resto l'avrei sentito.
Questo resto , secondo le parole del dottore, i siti web in cui si parla di gastroscopia  e le opinioni di chi l'ha fatta prima di me, avrebbe dovuto ridursi a un fastidio nel momento in cui il tubo di un cm di diametro, sarebbe passato nella faringe, quindi solo all'entrata e all'uscita.
Ma io in realtà in gola mi ci faccio arrivare quattro dita e bastano appena a stimolarmi il vomito, quindi quella parte così diretta, mi ha solo spaventata ma non mi ha fatto male.
Un 'infermiera mi ha fatto delle domande, anche se poi alla domanda - Consumi alcolici? - ha avuto una fastidiosa insistenza.
Ho risposto - No -.
- Nemmeno il sabato sera? - mi ha detto.
- No - ho confermato.
- Sei astemia? -.
- No, ma non ne bevo -.
- Guarda che non devi vergognarti, anche io ogni tanto bevo un po' di più. Sei libera non avere paura -.
L'ho guardata perplessa, ma che cazzo diceva? Non avevo mica i miei genitori davanti!!! E poi ho la faccia di un'alcolizzata?
Sospiro - Ci ho dato dentro in passato, ma visti i brutti ricordi ho smesso -.
Un po' più appagata mi chiede - A quando risale l'ultima volta?-.
- A capodanno credo -.
Finalmente la smette.
Il dottore che mi aveva spiegato di respirare, mi spruzza l'anestetico in gola, mi dice - E' cattivissimo, ma tu ingoia più volte -.
Ingoio quella schifezza.
Un altro dottore, quello adibito a ficcarmi il tubo in gola mi dice - Di più amaro c'è solo la vodka redbull -.
Penso di essere in mezzo a una massa di alcolizzati.
Confermo - Si ci somiglia -.
Mi fanno stendere sul fianco destro e senza troppi preavvisi, mi ficcano una roba di plastica in bocca, una specie di cerchio,un paradenti per far si che non mordessi il tubo, un dottore mi teneva e cercava di calmarmi con parole come - cicciottina, bambina, piccina e ina ina ina -.
Guardavo un punto fisso e respiravo.
- Tieni la testa morbida - mi ripeteva il dottore ina ina ina.
Gli stritolavo il braccio ma stavo buona, solo qualche lamento, gli occhi sgranati.
Il peggio è stato quando il tubo è arrivato all'intestino, sentivo tutti i suoi movimenti e la biopsia è stata terribile.
Infilavano dei fili elastici di quelli che li tiri e tornano indietro a scatto nel mio intestino, li sentivo fino all'ombelico , prelevavano delle parti interne di me e poi con quello scatto il filo usciva di nuovo.
Quando mi hanno tolto il tubo mi sentivo la gola cosi gonfia da non respirare, sputavo saliva.
Sono uscita di li, tra me ed R la situazione era tesa.
Tesissima.
Nonostante tutto, come una bambina gli sono andata incontro e piangendo l'ho abbracciato.
- E' stata terribile - ho detto tra le lacrime, con un fazzoletto in bocca per asciugarmi la bava e un dolore massacrante a tutto l'addome.
Mi ha stretta - E' tutto finito non riaccadrà più, non te la farò fare mai più -.
Dopo mezz'ora, tra una boccata d'aria e il ritiro dei risultati generali, quelli specifici arriveranno tra due settimane circa, siamo andati via .
Lui voleva stare con me ma io ero ancora arrabbiata.
Il giorno prima R mi aveva detto - Mi sono dimenticato che dovevamo fare delle cose - e poi con il suo esprimersi un po' infantile a volte, ha peggiorato la situazione e io non ci ho capito nulla.
Avremmo dovuto passare la serata a coccolarci, a stare bene e invece siamo stati a guardare un film con la tensione che si tagliava con un coltello, qualche pianto durante la notte, ma non riuscivo a perdonarlo.
No, non potevo, aveva rovinato la nostra serata.
Non ho voluto capirlo, io lo so bene che R mi ama, ma che non sa usare le parole, non è forse colto, ma io lo amo, non mi interessa, essere colti non fa le persone intelligenti.
Ma non ho voluto capire.
Non ho voluto perdonare.
L'ho lasciato, nonostante che piangesse come un bambino, nonostante che cercasse di aggiustare le cose.
Mi sono tagliata e gliel'ho detto - L'ho fatto per ferirti -.
Sono stata una vipera.
L'ho trattato come uno straccio.
Poi non ho retto più e l'ho perdonato.
Non è stato tutto cosi sbrigativo, ma non voglio ricordare il dolore che ho provato, l'immensa delusione la solitudine, che mi hanno trasformata in una vipera.
Voglio ricordare dopo, quando siamo usciti a pranzare, avevo la febbre ma stavo bene comunque, quando mi ha portata a comprare il piercing per il naso, quando abbiamo fatto l'amore, abbiamo dormito, poi siamo stati in sala a casa mia, a chiacchierare con mio fratello, un nostro amico che è sempre a casa nostra, mio padre.
E poi di nuovo in camera mia, a cazzeggiare al pc, a fare i dementi sulla cam, poi a giocare a the sims montando la nostra casetta, sognando quando sarà vera,e  poi ancora a fare l'amore, addormentarci e svegliarci insieme come due coniugi.
Gli ho preparato il caffè, l'ho baciato, gli ho detto buongiorno, gli ho detto buon lavoro.
E' questo che vogliamo per tutta la vita.
Sono fortunata.
Vorrei saperlo apprezzare.
E oggi sono otto mesi con lui.
Rox

1 commento:

Ariel ha detto...

Oddio che brutta esperienza..come stai, ora che è passata qualche ora? *.*

..cerca di essere un pochino flessibile con il tuo lui, dai suoi comportamenti, da ciò che descrivi si vede proprio che lui si sta impegnando tanto e che tiene moltissimo a te. Godi di questo, senza far troppo, troppo caso al suo modo di esprimersi male.. Vedrai che poi riuscireste a godervi tantissimi momenti in più al posto di passarli stando male o piangendo..
Spero di non essere stata troppo invadente, mi scuso se dovesse darti fastidio il mio commento..
E' ciò che mi ha fatto capire il mio ragazzo: il tempo perso per inutili litigi, o perso arrabbiati non lo si recupera più..quando invece è semplice trasformarlo in momenti indimenticabili..
Un abbraccio,
Ariel.