mercoledì 27 ottobre 2010

LUI UN TERZO DI ME

Eravamo due bambini, piccoli e ossuti, lui aveva i capelli riccioluti che gli incorniciavano il viso d'angelo, ci chiamavano "i gemellini" tanto ci somigliavamo, stavamo sempre insieme, io con il mio caratterino da leader, lui invece più morbido mi seguiva in tutto e dipendeva da me, dalle mie decisioni, credeva a tutte le sciocchezze che gli raccontavo e quando uscivamo insieme doveva ritenersi fortunato e guadagnarsi dei punti, non c'erano conseguenze nè premi nè punizioni, ma lui ci teneva a questi punti. 
Nonostante io fossi una bambinetta arrogante, autoritaria, insopportabile, a lui piaceva stare con me e a me piaceva stare con lui, G, mio fratello. 
I pomeriggi d'estate, nei pomeriggi afosi uscivamo di casa, pantaloncini e canotte colorati, sandali di gomma ai piedi, una bottiglia d'acqua, una bicicletta e tante idee per la testa. 
Giravamo lungo i portici cantando le canzonette imparate alla tv, soprattutto la sigla de "C'hai rotto papà", la ricordo ancora:
Noi siamo gli intoccabili, 
e voi ci avete rotto 
voi vi chiamate grandi 
ma vi pisciate sotto....
Andavamo nel cortile di un altro condominio, era il nostro posticino, che non chiedetemi il motivo, ma avevamo battezzato con il nome di Zig Bing, lo aveva scelto E, mio fratello più grande, che con il tempo ha cominciato a rendersi meno partecipe delle uscite pomeridiane con me e G, per restare in casa a giocare al super Nintendo 64 o per guardare Dragoon Ball. 
Io e G invece continuavamo a uscire, inventandoci indagini, ci piaceva leggere il libro La mano nera e immaginare di essere degli ispettori con dei casi da risolvere. 
Poi abbiamo preso la fissa delle formiche, le raccoglievamo per strada e ce le portavamo a casa. 
In inverno invece giocavamo in casa, io usavo la mia barbie e lui un cane di peluches, ripetevamo sempre lo stesso gioco, la barbie che trovava un cagnolino, scambiava il suo grosso naso per una mora e tentava di raccoglierla tra i cespugli e quando si accorgeva che quello era un naso, prendeva il cagnolino, lo portava a casa e se ne occupava, fino a che non arrivava la padrona del cane, per poterselo riprendere. 
Oppure immaginavamo di avventurarci tra i boschi, nelle grotte, tra i ruscelli.
Alla tv guardavamo le stesse cose e ci divertivamo. 
Passavamo interi pomeriggi a disegnare i personaggi di dragon ball o a inventare nuovi pokemon.
Io gli ho insegnato a suonare il flauto, poi lui è diventato più bravo di me, più avanti alle medie si è appassionato sempre più di musica, ha imparato da solo a suonare il piano e la tastiera e in terza media è uscito con l'attestato di miglior musicista della scuola, come sono fiera di lui. 
G sa fare tutto, è il migliore cuoco che io conosca, qualsiasi cosa faccia,purtroppo riesce a farmela piacere, ho sempre odiato il purèe di patate, ma il suo mi piace, odiavo la sacher, odiavo le crostate ma le sue mi piacciono, potrei elencarvi un milione di altre cose, ma meglio evitare. 
G, sa disegnare, sa cucire, sa aggiustare le cose che si rompono, sa costruire, non c'è niente che non sappia fare. 
Poi, quando i miei genitori si sono separati, lui ha voluto seguire quella donna, era molto legato a lei e io mi sono totalmente allontanata da lui, sono diventata aggressiva acida, ogni week-end quando lo vedevo arrivare con lo zainetto tra le mani, lo guardavo dall'alto in basso e chiedevo con gli occhi puntati sulla sua roba - Che vuol dire? - facendo intendere perfettamente che non lo volevo. 
Nonostante ciò G cercava sempre qualcosa da dirmi o da farmi fare che potesse interessarmi e allora mi coinvolgeva, cosi ci mettevamo a cantare in camera per davvero o con il playback, oppure costruivamo cartoni animati al pc, o fingevamo di lavorare alla radio. 
Mi accontentava in tutto, entrava silenzioso in camera mia, chiedendomi il permesso, adesso sono io che lo prego per farlo stare con me. 
Ci siamo avvicinati molto quando è tornato a vivere con me, andavamo nella stessa scuola alle medie e ci incontravamo a tutti gli intervalli e mangiavamo allo stesso tavolo a mensa e quando io facevo il pomeridiano lui mi veniva a prendere e ascoltava tutti i miei sfoghi, al contrario di mia sorella che stava ricostruendo la sua vita, dimenticandosi totalmente di chi per molto tempo l'aveva aiutata. Parlando sempre con G, mi rendevo conto di quanto fossimo simili e quando lui non sapeva qualcosa ascoltava me e imparava, finchè siamo diventati cosi simili, in casa siamo sempre d'accordo su tutto io e G contro A ed E, che sono i più grandi ma è come se fossero i più piccoli, così ottusi, immaturi. 
G invece è responsabile, è un tipo solitario, non è molto socievole, quando abbiamo iniziato le superiori insieme, lui era la mia ombra, ma gli andava bene cosi, per quanto io tentassi di farlo avvicinare agli altri lui preferiva stare solo con me,non gli interessava nessuna personalità, osservava tutto e poi all'uscita commentavamo insieme. 
Stare in classe con lui mi piaceva eccome, non c' è paragone con l'esperienza che sto facendo adesso con mia sorella A.
Io e G eravamo complici, lavoravamo in coppia, attentissimi ad ogni lezione, attivi partecipativi, con un nostro metodo di studio che ci portava ad avere i voti migliori, avevamo una competizione pura, che ci divertiva non c'era invidia e io ero libera di prendere un voto un pelino più alto senza sentirmi in colpa , di parlare con tutti i compagni e se anche lui non ci riusciva non mi colpevolizzava. 
Negli intervalli mi coccolava e mi scaldava quando avevo freddo, quando le professoresse erano ingiuste lui mi gasava e io rispondevo a tono perchè sapevo che a lui piaceva, era tutto così divertente. 
Quante notti abbiamo passato svegli a studiare, ma eravamo insieme e la fatica era un pelino minore. 
Prima di iniziare le superiori G, non andava molto bene a scuola, ma io fin dal primo giorno insieme gli ho insegnato a impegnarsi a studiare e siamo stati premiati per questo. 
Durante le verifiche lui mi suggeriva, se non capivo mi spiegava, la sera mi stirava la divisa per i laboratori, il mio ometto si è sempre preso cura di me. 
E' stato bruttissimo separarci quest'anno, prendere strade diverse. 
Il nostro rapporto era solidissimo da bambini, poi si è rotto, e poi si è riformato e il merito è tutto suo, della sua pazienza, dei suoi occhi che hanno saputo guardare oltre quella corazza di cattiveria e aggressività che mi ero messa, è merito della sua capacità di starmi a sentire di dare importanza ai miei sfoghi e ai miei consigli. I suoi occhi sono sempre pieni di stima per me e mi dà forza la fiducia che mi ripone. 
Ci siamo avvicinati ancora di più, quando la mia best S, è diventata anche sua amica e allora siamo diventati il Trio, io G ed S, il senso della mia vita, noi tre che ci diciamo tutto, che ridiamo come matti, che parliamo in codice, che abbiamo le nostre abitudini, le nostre esperienze, i viaggi al mare di nascosto, le notti fuori casa, i vari ristoranti, un milione di foto, un milione di fatti, siamo diventati un tutt'uno, ci amiamo nel vero senso della parola, è un legame cosi profondo il nostro, noi che sappiamo divertirci con un semplice picnic al parco, rannicchiati sotto le coperte del mio lettone, oppure nei locali, in giro per il centro, o a rotolarci sulla neve, o  a tuffarci in mare. 
L'amicizia con S era importante già prima, ma quando questa ha preso anche G, il legame è diventato perfetto, abbiamo mille progetti, vogliamo passare una settimana in montagna insieme, festeggeremo il capodanno soli noi tre e sarà stupendo. 
Quando cresceremo, e avremo le disponibilità economiche vogliamo prendere un appartamento dove vivere tutti e tre... Solo immaginarlo mi fa felice. 
G ed S sono il senso della mia vita, solo loro mi sanno fare felice, una felicità vera che nient'altro mi sa far provare. 
G è un terzo di me, un altro terzo è S, e l'ultimo lo dedico ad Ana, non so dove questo mi porterà, ma so che in ogni caso loro ci saranno ed è questo che conta, non posso che sentirmi rassicurata all'idea di avere G, che è la persona migliore di questo mondo. 
Dio quanto lo amo....
Rox

2 commenti:

Ester* ha detto...

una futura scrittrice, ne sono sicura :)
immagino G anzi sono sicura sia suo fratellone.. non lo abbandonare mai,e e se un giorno penserai decisa di uscire dall' anoressia, come motivazione mettici anche lui, che anche lui ovviamente non ci sta bene per questo problema.. però non lo abbandonare mai, anche a me piaceva tantissimo dragon ball e io con mio fratello giocavo.. lo sai anche io ho un fratello gemello? abbiamo la stessa età e mi capisce benissimo.. ti ricordi quando un commento anonimo ti dedico la canzone mia sorrella di povia? ero stata io ma per il semplice fatto di non farti sentire sola, che anche tu avendo un fratello ti saresti come me, perchè mi ci rivedo moltissimo e un giorn avro il coraggio di fagliela ascoltare, il dca non cancellerà mai l amore tra te elui, perchè quello è davvero intoccabile..

Roxana ha detto...

Ti ringrazio, per la fiducia sulle mie doti di scrittrice, anche se io trovo questo post molto confusionario, non mi sono impegnata troppo per scriverlo bene,nel senso ho lasciato che il cuore dettasse.
G, è piu piccolo di me di due anni, ma è come se fosse più grande è proprio il mio fratellone, non lo abbandonerei mai, ho sempre un po' paura che prima o poi lo faccia lui, io ho seguito mia sorella come lui sta seguendo me e adesso non la sopporto non voglio che accada lo stesso,ma la differenza è che tra me e lui l'amore, l'apprensione, arriva da entrambe le parti, mentre con mia sorella io mi preoccupavo di lei ma lei nn di me.
Deve essere stupendo essere davvero gemelli, mi ha sempre interessata il rapporto tra gemelli, la canzone me la ricordo eccome e anche il commento.
Se sei molto legata a lui, parlagli e lascia che ti aiuti, per quanto possa soffrire per come sai, soffrirebbe di più se tu non gli permettessi di aiutarti.
Un bacio Rox