sabato 16 ottobre 2010

FAME DI DOLORE, FAME D'AMORE

. Appesa sull'orlo di un precipizio mi tengo con le unghie, ma la gravità mi attira sempre più giù e io ho male ovunque, guardo giù e penso che cadere mi costerebbe meno fatica che restare aggrappata all'inquietudine, angosciata, disperata, ma forse è la mia giusta punizione, per ogni male commesso, per il male che farò ancora. Tutto ciò che si ottiene è meritato. Io merito male, solo male e voglio farmene, devo farmene, non mi basta mai, non mi sazia mai.
Mi riempio di continuo la bocca e lo stomaco, poi guardo non è ciò che volevo quello che ho inserito, no mi sono confusa,mi sono sbagliata e allora lo caccio via, appestato e maledetto cibo. Chi è il mio padrone, Ana o il cibo? Chi? 
Sono cosi vuota da non avere le lacrime per piangere, cosi piena da non riuscir a far entrare l'aria per respirare, cosi viva da sentirmi morta. 
Niente elimina questo peso sul cuore, nessuno sa cancellarlo, nessuno sa spiegarlo, ma è l'enigma della mia vita o l'enigma della  mia morte? 
Giorno dopo giorno scompaio. 
Chi sono io? 
Perchè esisto? 
Qual'è lo scopo della mia vita? 
Confusa, nervosa, muoio dentro e nessuno se ne accorge, non voglio che nessuno lo faccia perchè non voglio sentirmi dire - Io non posso aiutarti -. 
Rox

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