martedì 19 ottobre 2010

DOVE CAZZO è FINITA ROX?

 Rox si è persa, cammina nel buio da sola, senza appigli, solo buche, il peso di ogni colpa, il peso del suo corpo, il peso del suo male, se li trascina dietro a forza, ma cade, perchè Rox è diventata come C, una debole. 
Il cibo entra dentro di lei che nemmeno se ne accorge e riempie quel vuoto, lo riempie fino a scoppiare, fino a non starci più, fino a farle male, male per davvero, non c'è tempo di  masticare, non c'è tempo di gustare, assaporare, calcolare, no, non c'è tempo per nulla, poco importa quello che entra, l'importante è che lo faccia, è come essere frustata, tormentata, violentata, umiliata. 
La mano afferra, la bocca ingoia, lo stomaco si riempie, i pensieri si annullano. 
Finita questa prima fase inizia la seconda fase. 
I pensieri tornano, il cuore fa male, la colpa scalcia come una creatura nello stomaco, le dita violentano la bocca, la gola, ma il vomito non esce più e allora lo stomaco fa ancora più male, la colpa cresce, la colpa pesa. 
Terza fase, Rox sale sulla bilancia, G legge il peso, l'aria si esaurisce, i polmoni si contraggono, non la lasciano passare, il cuore palpita con una tale foga da farle male, pompa il sangue nelle vene e sembra voler scoppiare, la mente riesce a farle pensare solo una cosa - Scappa, muori, ucciditi, picchiati, tagliati -. Le ore passano nella notte con questi pensieri, Rox guarda G dormire al suo fianco e si trattiene a letto, non può fargli questo, non può dargli questo dolore, non può alzarsi e fare l'unica cosa che avrebbe voglia di fare, scappare dalla vita, che non sa più come vuole o deve gestire, sa solo che così non va bene. 
Respira, cattura l'aria intorno a sè, quel po' di ossigeno basta ad abituare i polmoni per far si che tornino alla loro normale attività respiratoria, pensa, pensa, pensa... 
Ecco le solite promesse: Domani si ricomincia, domani, domani ,domani.
Troppi domani sono passati, non ne reggerà ancora uno sbagliato. 
La voglia di morire comincia a essere invadente, morire sta diventando un obbiettivo più invitante dei 42 o 40 kg, un solo domani di speranza le resta, altrimenti morirà, deve morire, non ha senso che resti, è troppo inutile, troppo incapace, troppo fallita. 
Il suo male resterà solo suo e vostro, solo voi che entrate qui sapete chi è Rox, sapete chi è C, loro non sono in grado di raccontarlo, non sono in grado di sfogarsi di piangere, sono due bambole che hanno imparato a memoria che alla domanda come stai? si risponde bene , che hanno trovato la forza di dire sono pro ana , nient'altro.
 Io non so più chi sono, so chi voglio essere, voglio essere Ana, se non ci riesco nn ha senso che io resti in questo mondo, perchè non ho voglia di soffrire, non ho voglia di scoprire che non ce la farò, non ho voglia di piangere, di amare, di essere rifiutata. 
Non ho voglia di niente, l'ultimo soffio di volontà me lo da la sola speranza di avere un identità domani, e di firmarmi Rox, senza la colpa di sporcare questo nome. 



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